sabato 11 ottobre 2014

La questione meridionale oggi.

"Al momento dell'unità d'Italia il Mezzogiorno presentava una grande proprietà assenteista, scarsa produttività del latifondo, miseria delle popolazioni contadine, distacco tra città e campagne, ampiezza delle zone malariche, carenza di un ceto borghese e imprenditoriale dinamico.......
Agli inizi del '900 vi furono le denunce delle Lettere meridionali di P.Villari nel 1861 e 1875; l'inchiesta di S.Sonnino e L.Franchetti sulla Sicilia del 1876. Essi parlarono di residui feudali e chiesero la creazione della piccola proprietà agraria e il decentramento amministrativo.
Fortunato, De Viti De Marco, Dorso e Salvemini condannarono il protezionismo e la proprietà latifondista." (Enciclopedia Universale di Storia De Agostini, pag. 943).
"Perché il sud e' rimasto indietro per 150 anni dall'unificazione ad oggi?"....
"....Una seconda risposta asserisce che il sud e' sottosviluppato perché il nord lo ha sfruttato.questa idea si trova in una certa idea marxista ma anche liberale come Rosario Romeo,o prima di lui,Francesco Saverio Nitti......Il libro di Pino Aprile "Terroni" accusa i Piemontesi di aver compiuto genocidi simili a quelli dei nazisti e copre di elogi il regime borbonico,descritto come artefice del terzo paese piu' industrializzato del mondo".(1)
"...Un'altra impostazione.....il sud non sisarebbe sviluppato perché privo di risorse naturali oltre che piu' lontano dai grandi mercati europei o a causa degli errori di politica economica compiuti dalle classi dirigenti...."(2).
"....La risposta corretta appare......quella che assolve i ceti subalterni e accusa le classi dirigenti o meglio dominanti"....chi ha soffocato il Mezogiorno sono le sue stessi classi dirigenti che hanno orientato le risorse verso la rendita piu' che verso gli usi produttivi,mamtenendo la gran parte della popolazione nell'ignoranza e in condizioni socio-economiche che favorivano i comportamenti opportunisti."Questa interpretazione riprende il nocciolo della tesi di Salvemini e di Gramsci nella misura in cui puntano il dito contro i latifondisti meridionali."
"In ambito internazionale si collocano gli studi di Daron Acemoglu e James  Robinson secondo cui a fare la differenza sono la qualita' delle istituzioni politiche ed economiche:queste possono essere inclusive(favorendo il coinvolgimento dei cittadini e la crescita econoimica),oppure estrattive finalizzate ad estrarre rendite per una minoranza di privilegiati".(3).
(1)(2)(3) Emanuele Felice : Perché il sud è rimasto indietro - Il Mulino, Bologna 2013, pagine 9-12.

                                                                                                                                    Giuseppe Tuppo

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