sabato 14 novembre 2015

Elogio della lentezza

"Viviamo in un mondo veloce, dove il tempo sembra via via contrarsi: continuamente connessi, chiamati a rispondere in tempi brevi a email, tweet, sms, ipersollecitati dalle immagini, in una frenesia visiva e cognitiva dai tratti patologici.
Dimentichiamo così che il cervello è una macchina lenta e, nel tentativo di imitare le macchine veloci, andiamo incontro a frustrazioni e affanni.
Queste pagine esplorano i meccanismi celebrali che guidano le reazioni rapide dell'organismo umano, di origine sia genetica sia culturale, con un invito a scoprire i vantaggi di una civiltà dedita alla riflessività e al pensiero lento".
"In un mondo che corre vorticosamente, con logiche spesso incomprensibili, il problema della lentezza si affaccia alla mente con prepotenza, come una meta del pensiero".
"Un falchetto rotea lentamente ed elegantemente nel cielo...vaga, con infinita pazienza, poi improvvisamente si precipita verso terra a grande velocità...risale con una preda.
La biologia è una grande maestra per l'attento osservatore!".

Lamberto Maffei: Elogio della lentezza, Il Mulino, Bologna, 2014.

Questa analisi di Lamberto Maffei è, a mio avviso, condivisibile per le civiltà industrializzate dell'occidente e per il Nord Italia.
Per quanto riguarda il Sud Italia la lentezza è una caratteristica delle popolazioni meridionali.
Infatti la vita politica, economica, sociale e culturale del Mezzogiorno procede con i ritmi delle civiltà arcaiche e con i sistemi del Medioevo.
Dall'epoca angioina ad oggi si può dire che il Sud non solo proceda con lentezza ma che, invece di evolversi, abbia preso la strada di una inarrestabile e fatale involuzione che sembra non finire mai.

Giuseppe Tuppo

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